BATTUTO IL PORTICI, ZITO: “GIORNATA CHE RIMARRA’ NELLA STORIA”

«Da cristiano credevo nei miracoli, ma al termine di questa partita la mia convinzione a riguardo si è rafforzata. Dico questo non tanto per il risultato, ma per quello che i calciatori hanno messo in campo. Questa gara rimarrà nella storia della Cittanovese, per l’epicità e per il cuore di un gruppo che non muore mai».

Quindi l’analisi del match.

«In settimana avevamo preparato delle cose, ma nel primo tempo, per la troppa tensione e per alcune frustrazioni, non siamo stati in grado di proporre nulla di apprezzabile. Negli spogliatoi, anche alla luce delle due espulsioni, ho chiesto ai ragazzi di accorciare l’avversario e di correre più di loro. Ho mantenuto i tre attaccanti e solo Gioia a centrocampo. Scelte rischiose, su cui ho messo la faccia consapevole dei rischi. In nove abbiamo vinto, meritando tra l’altro. Anche questa volta abbiamo risposto con i fatti. Se qualcuno aveva dubbi su questo gruppo, dopo la partita di oggi ha abbastanza materiale per riflettere e ricredersi».

Da incorniciare le prestazioni di Cassalia e Gioia.

«Nove ragazzi hanno scritto la storia. A loro, uno per uno, va il ringraziamento da parte di tutti. Sono stati perfetti, nessuno escluso. Cassalia, senza dubbio, ci ha tenuti in vita dimostrandosi impeccabile in ogni situazione. Per quanto riguarda Gioia, non servono parole per commentare l’anima di un giovane dai valori sopra la media. Ha corso per tre, ha stretto i denti anche quando il fisico non rispondeva più, ha dato equilibrio in una situazione disperata. Pazzesco».

Un commento sulle espulsioni.

«Onestamente non credo serva parlare di questi episodi perché è già tutto sufficientemente chiaro. Nel primo caso c’è stato uno scambio di persona, nel secondo una valutazione errata. Ma forse è meglio così, quelle scelte ci hanno aiutati a togliere dal cuore e dalla testa l’energia giusta».

Oggi il pubblico ha cantato il suo nome a più riprese.

«E’ un segnale che accolgo con piacere, perché ribadisce la mia correttezza e la mia professionalità in ogni situazione. Ma i meriti, se ce ne sono, vanno divisi con il mio staff e i miei ragazzi. Critiche avevano messo in discussione il lavoro atletico della squadra, ed oggi in nove abbiamo corso più degli avversari. Altre critiche avevano messo in discussione il rendimento di alcuni calciatori, ed oggi ho visto ragazzi immolarsi su ogni pallone. Calciatori che, tra l’altro, non si sono mai fatti mettere sotto da nessuno, neanche in casa del Bari. Il periodo è stato negativo. Ma se il cuore è questo, ne verremo fuori tutti insieme».

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