SAVOIA OSTACOLO DURO, FERRARO: “UMILTA’ E GRINTA PER RIPRENDERE LA CORSA”

Inizia il tour de force. La Cittanovese, a Torre Annunziata contro il Savoia, aprirà una parentesi durissima che la vedrà affrontare in rapida successione gli oplontini, il Palermo, l’Acr Messina e il Giugliano. Un calendario ostico per i giallorossi che, domani pomeriggio alle ore 15,00, saranno di scena al “Giraud” per un match dedicato ai cuori forti.

Questa mattina, nel corso della consueta conferenza stampa pre partita, il tecnico della Cittanovese Francesco Ferraro ha affrontato i temi della trasferta campana non nascondendo il coefficiente di difficoltà riservato dall’appuntamento.

«Domani giocheremo contro un avversario in salute e forte in tutti i reparti – ha esordito il mister –. Un avversario che vorrà vendicare l’unica sconfitta stagionale maturata proprio a Cittanova nel girone d’andata. Da parte nostra, metteremo in campo umiltà, disciplina tattica e spirito di sacrificio. Ma questo potrebbe non bastare, perché in certe partita l’episodio a favore o contro può fare la differenza».

Dall’infermeria, comunque, arrivano segnali positivi, utili soprattutto se proiettati al prossimo futuro.

«C’è fiducia, ma dobbiamo rimanere anche realisti sullo stato di salute di alcuni elementi – ha ammesso Ferraro -. Gioia si sta gestendo, mentre Condomitti non ha ancora svolto un allenamento insieme alla squadra. Cordova non è convocabile e Biondo ha un tutore alla mano che lo limita molto. Di contro, hanno firmato due calciatori che torneranno utili come il ’02 Puntoriero e il ’93 Spanò, entrambi attaccanti».

Che Cittanovese si aspetta di vedere da qui ai prossimi quattro incontri?

«Io so benissimo che tipo di periodo ci attende – ha sottolineato l’allenatore giallorosso – ma sarebbe sbagliato vedere solo aspetti negativi. Da questo periodo proveremo ad uscire con qualche punto e con la convinzione di essere una squadra che ha un’anima e un’identità. Ci sono margini per migliorare e crescere ancora. Sappiamo tutti, io e i ragazzi per primi, che stiamo attraversando un periodo non positivo. Ma l’identità deve venire prima di tutto. Possiamo riprendere un cammino che si è interrotto. Ma ci siamo, siamo vivi e vogliosi di fare bene».

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