CITTANOVA – GELBISON: TABELLINO E INTERVISTE

CITTANOVA (3-5-2): La Cagnina; Scuderi (41’st Petrucci), Fiumara, Barnofsky; Losasso (33’st Miceli), Ndreu (33’st Fuschi), Corso, Lo Nigro, Rizzo (28’st Arusa); Viola (11’st Napolitano), Dorato. In panchina: Latella, Meola, Giorgiò, Isabella. All.: Pietro Infantino.

GELBISON (3-5-2): D’Agostino; D’Orsi (40’st Zollo), Mautone, Bonfini; De Foglio, Maiorano (Di Fiore), Uliano, Graziani (35’st Romano), Dayawa; Gagliardi (33’st Figliolia), Coulibaly (31’st Stancarone). In panchina: Simoncelli, De Gregorio, Coiro, Ziroli. All.: Gerardo Fiorillo (Ferazzoli squalificato).

ARBITRO: Fabrizio Arcidiacono di Acireale (Citarda di Palermo e Beggiato di Schio).

MARCATORI: 29’pt Mautone (G); 33’pt Viola (C); 16’st (rig.) Uliano (G), 18’st Graziani (G), 30’st Coulibaly (G), 34’st Figliolia (G).

NOTE: Espulso al 15’st Fiumara (C) per doppia ammonizione. Al 24’st Corso (C) si fa parare un calcio di rigore. Ammoniti: Lo Nigro (C); Coulibaly, Mautone, Graziani. Angoli: 0-8. Recupero: 1’pt; 4’st.

PIETRO INFANTINO

«Credo che oggi si debba solo chiedere scusa alla Società e ai tifosi. Non cerco alibi, anche perchè non ci sono. Sapevamo di dover affrontare un avversario difficile in un momento delicato, ma perdere così è pesante. L’emblema del match non è il gol del loro 2-1, quanto il nostro rigore sbagliato e lo scioglimento successivo. È successo anche nelle scorse partite. Qualcuno di noi non è pronto psicologicamente a certi palcoscenici».

«La Gelbison ci ha sempre creato difficoltà. Oggi siamo scesi in campo con il 3-5-2, ma purtroppo c’è una fragilità di fondo che viene fuori nei momenti topici. La responsabilità è dell’allenatore, non ci sono dubbi. E io mi prendo la responsabilità di tutto. Chiediamo scusa e basta. La Società sta investendo tanto, per costruire e creare qualcosa di importante, e noi li stiamo ripagando con una moneta che non ha valore. Mi sento in difficoltà, di fronte a dirigenza e tifosi, c’è bisogno di una presa di coscienza».

«Se mi sento in discussione? Tutti i giorni. È chiaro che qualcosa non va. Noi possiamo uscire dal pantano con il lavoro e togliendo fuori l’orgoglio. Tutti dobbiamo metterci qualcosa di personale, intimo. La disgregazione non serve a niente. L’orticello non porta ai risultati. Questa è una squadra che ha valori e che può fare bene. Io non mollo e vado avanti. Ho sempre fatto il mio lavoro al cento per cento. Ho fatto il mio lavoro e voglio continuare ad allenare questa squadra anche in futuro. Poi la Società farà le sue scelte».

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